Ci sono serate in cui la grande cucina incontra la storia, trasformando una cena in un evento memorabile. Avere la fortuna e il privilegio di sedersi alla tavola dello chef Gennaro Esposito la sera prima dell’inaugurazione ufficiale della nuova dimora de La Torre del Saracino è stata un’esperienza destinata a rimanere scolpita a lungo nella memoria.
Dopo trentacinque anni trascorsi a scandire la storia del gusto a Marina d’Aequa, il tempio bistellato si trasferisce in una cornice monumentale e senza tempo: l’iconico Bellevue Syrene 1820 di Sorrento. Un luogo sospeso tra mito e realtà, edificato sulle vestigia di un’antica villa romana, che nei secoli ha ospitato sovrani, poeti e viaggiatori del Grand Tour attratti dall'incomparabile vista a picco sul Golfo di Napoli.
Tra le colonne affrescate della Villa Pompeiana e la suggestiva Sala Iodice, la nuova Torre del Saracino al Bellevue Syrene non è un semplice trasferimento, ma un’evoluzione dell'ospitalità d'autore: un connubio tra il lusso classico custodito dalla famiglia Russo-Attanasio e la visione gastronomica di uno dei più grandi maestri della cucina italiana. Varcare la soglia significa immergersi in un'atmosfera da antica domus romana, tra giardini rigogliosi, colonne classiche, marmi pregiati, pergolati e statue. Cenare sulla terrazza con il Vesuvio di fronte e il profumo dello iodio che sale dalla scogliera è la scenografia perfetta per un viaggio indimenticabile.
A rendere l'esperienza ancora più straordinaria è stato l'impeccabile servizio di sala: discreto, premuroso e di grande classe.
Un plauso speciale va alla sensibilità dello staff che, su nostra precisa e anticipata richiesta, ha fatto sì che trovassimo al tavolo una bottiglia d'antologia: Annamaria Clementi Riserva 2008 Ca' del Bosco. Una bollicina importante, complessa e profonda, perfetta per accompagnare tutta la cena.
Il Menù della Serata: Armonia Mediterranea e Continua Ricerca
Il percorso pensato dallo chef ha regalato ritmi precisi, equilibri millimetrici e una materia prima di una freschezza straordinaria:
Macco di fagiolini, kiwi, cetrioli e cuore di lattuga: un benvenuto vegetale di straordinaria pulizia e freschezza acida, ideato per risvegliare il palato.
Pesce bandiera, melanzane "alla scapece" e salsa alla melissa: un tributo vibrante alla tradizione campana rivisitato con elegante precisione.
Cipollotto cotto sottocenere, papaccelle e biscotto al parmigiano: un passaggio di grande intensità e profumo ortolano.
Il Fuori Carta d'Autore: La Lasagnetta di Mare
Al posto della triglia prevista nel menù, lo chef Esposito e la sua brigata ci hanno regalato la vera gemma della serata: una lasagnetta con sfogli di pasta fresca a racchiudere un crudo di mare di rara nitidezza.
All'interno della pasta, lo scampo marinato d'antologia dialogava con la sapidità del caviale, mentre una salsa di gazpacho mediterraneo donava vivacità ed equilibrio acido-sapido. A chiudere il piatto in maniera magistrale, l'estrazione concentrata delle parti interne della testa dello scampo: una nota marina profonda, viscerale e persistente. Un piatto di tecnica sopraffina e pura poesia estetica.
Primi e Secondi d'Autore
La cena è proseguita con alcuni capisaldi dell’identità dello chef:
Risotto con basilico, cozze alla saracena e spremuta di prugne: un abbinamento geniale dove la spinta acidula della prugna smorza la ricchezza del mantecato e sposa a meraviglia la sapidità dello iodio.
Ravioli al pomodoro cuore di bue, pesto cetarese e ricotta: l'essenza stessa della Campania racchiusa in un solo boccone.
Agnello Laticauda, ceci di Controne, olive nere ed erbe spontanee: carne succulenta, tenera e dai sapori deliziosamente terreni.
A chiudere il percorso, la freschezza dell'Insalata di frutta e verdura con sorbetto all'uva fragola e il dessert Il Barolo si china alla pesca bianca.
Pensavamo che fosse finita, e invece arriva "un mix tra Zuppetta Napoletana e Cassata", un raffinato incontro tra due capisaldi partenopei, la zuppetta napoletana e la cassata. All'interno, una leggera spuma di yogurt e vaniglia abbraccia un gelato alla ricotta, arricchito da note di liquore Strega, un biscuit profumato agli agrumi e un voluttuoso cremoso al cioccolato fondente. Un dessert scenografico e bilanciato al millimetro tra acidità, morbidezza e intensità.
La Diatriba di Scarpetta&Tannino: Qual è il Piatto della Serata?
Come da consuetudine per il nostro blog, a fine cena è scattata la sfida tra la ricerca dell'intingolo perfetto e la chiamata al calice:
Il Piatto "Scarpetta": Senza alcun dubbio la Lasagnetta di pasta fresca con crudo di mare. L'amalgama creata dal gazpacho mediterraneo, dal caviale e dall'estrazione della testa di scampo lasciava sul fondo del piatto un'emulsione d'autore così ricca che è stato impossibile resistere all'impulso della scarpetta.
Il Piatto "Tannino": Il Risotto al basilico, cozze e spremuta di prugne. Un primo piatto sfaccettato, sapido e fruttato al tempo stesso, che invocava a gran voce la struttura, la cremosità e la bollicina dell'Annamaria Clementi 2008.
Il nuovo capitolo de La Torre del Saracino al Bellevue Syrene di Sorrento non poteva iniziare in modo migliore. Tra una cornice scenografica che profuma di storia antica, un servizio di sala impeccabile e la maestria cristallina di Gennaro Esposito, Sorrento guadagna una stella polare della gastronomia d'autore che farà parlare a lungo di sé.
E voi cari amici gastronauti per quale piatto avreste tifato? Sareste più da Scarpetta con la lasagnetta di mare o da Tannino con il risotto prugne e cozze? Fatecelo sapere nei commenti!
Per seguire le nostre avventure enogastronomiche e scoprire altri racconti, ci trovi anche su Instagram:
https://www.instagram.com/scarpettaetannino











